Le batterie Li-ion
L'infiammabilità delle Li-ion
Uno dei problemi legati alle batteri Li-ion è la loro elevata infiammabilità conseguente alla loro predisposizione all'esplosione. Sebbene questo rappresenti un pericolo altissimo per la salute degli utenti, è importante sottolineare come le misure di sicurezza adottate nelle attuali batterie siano sufficienti a limitare eventuali disastri.

Come probabilmente saprete, per scatenare una reazione di combustione, è necessario avere tutti e tre elementi del cosiddetto triangolo di combustione: un comburente, generalmente l'ossigeno, un combustibile, ovvero una qualsiasi sostanza capace di infiammarsi e una fonte di innesco, che può essere rappresentata dall'apporto di calore.

All'interno delle batteria al Litio, lo strato di Litio e di Carbonio sono generalmente esposti ad una temperatura media di 45 °C, sia in fase di carica sia di scarica. L'aumento e il decremento della temperatura entro determinati margini, sono controllati dal microcontrollore interno, quando esso è attivo. Applicato però un agente esterno, che sia il semplice sovraccarico del circuito o l'aumento della temperatura esterna della batteria, comporta un aumento della temperatura interna, al di sopra dei limiti stabiliti. E' comprovato però che superata la soglia dei 75 °C la reazione di surriscaldamento interno diventa autonoma a tal punto da generare un fenomeno di non-ritorno definito come Domino Effect nel quale pur agendo sulla batteria, è impossibile evitare l'esplosione .

Il Domino Effect infatti consiste nella generazione a catena di calore molto elevato misto alla produzione di gas interni, che determinano una pressione talmente forte che da rompere il rivestimento esterno, e generare l'esplosione. Il materiale elettrolita separatore poi, contenente ioni di litio ad alta temperatura, entrando a contatto con l'ossigeno (comburente) genera l'inevitabile reazione di combustione.

